Che cos’è una blockchain

L’ultima settimana di gennaio si appena conclusa la London Blockchain Week 2017 e già è stata presentata l’edizione 2018 e mentre nel resto del mondo si inizia a pensare alla blockchain come ad una tecnologia abilitante per usi alternativi ai bitcoin, in Italia in molti casi la comprensione del fenomeno è poca o nulla.

Ormai non si fa che un gran parlare di quest’innovativa tecnologia: tutti i manager delle principali banche italiane sono in qualche modo coinvolti e stanno muovendo le loro strutture se non per abbracciare la tecnologia dei bitcoin e della blockchain, per lo meno per non lasciarsi trovare impreparati di fronte ad una possibile accelerazione del mercato.

Anche Poste Italiane è fortemente interessata alla questione; l’AD Francesco Caio ha dichiarato “Guardiamo con interesse alla blockchain e sappiamo quanto importante sia l’innovazione nel settore finanziario” e fattivamente sta destinando ogni anno più di 300 milioni di euro a progetti innovativi.

Ma cerchiamo di chiarire cos’è e come funziona una blockchain.

Nelle transazioni d’affari, soprattutto se superano le  normali soglie di attenzione, abbiamo sempre il timore di poter essere truffati o che qualcuno possa alterare la realtà o cospirare con altri per raggirarci.

Non è sbagliato pensare che questo sia ancora più probabile nel mondo digitale in cui la manipolazione della realtà può essere raggiunta più facilmente cambiando solo alcuni bit o numeri.

Esiste un modo per fermare o limitare il verificarsi di tali manipolazioni? L’intervento di una terza parte attendibile può essere utile per tenere traccia degli eventi reali e monitorare l’attività per individuare e reprimere ogni tentativo di manipolare la verità. Ma ogni terza parte ha pro e contro. Può iniziare a imporre i propri controlli, può richiedere commissioni in maniera arbitraria – e in casi estremi, può essere suscettibile di essere essa stessa manipolata!

Esiste allora un modo migliore per tutelare le transazioni economiche in modo che rimangano visibili in ogni momento a tutti i soggetti coinvolti e non possano mai essere manipolate o cambiate? E dove ad un soggetto con cattive intenzioni risulti impossibile creare una realtà alternativa o falsa?

Si, esiste: è la blockchain.

Pensate ad una transazione in cui un costoso pezzo d’arte – diciamo un quadro di Fontana – stia cambiando di mano. Il venditore sostiene di aver acquistato il dipinto da un’altra persona diversi anni fa. Ma qual’è la garanzia che lui abbia effettivamente acquistato il dipinto originale come rivendicato e non stia cercando di rifilarci una contraffazione per un enorme profitto? Non disponiamo di informazioni che possano farci fidare di lui, né di informazioni attendibili sulla transazione originale – l’acquisto del dipinto – che ha avuto luogo anni fa. Potremmo decidere di utilizzare i servizi di un curatore che garantisca che il venditore abbia effettivamente acquistato l’originale. Ma che succede se il venditore ed il curatore agiscono insieme per truffarci?

Se invece ci fosse una registrazione aperta, pubblica e affidabile per l’acquisto del dipinto fatto dal venditore, un record che non possa mai essere cambiato, e ci fosse una firma o timbro che certifichi la transazione con cui il venditore ha acquistato il dipinto originale, potremmo utilizzarlo per verificare ed essere certi che stiamo comprando davvero l’originale.

Quel record aperto, pubblico, affidabile e firmato, nel mondo digitale è la blockchain.

La blockchain è una catena di blocchi con ogni blocco che contiene i record delle transazioni che avvengono tra peers, i punti di una rete, proprio come l’esempio di cui sopra. Le operazioni stesse sono collegate alla transazione precedente attraverso un sistema di hash crittografici, equivalente alla firma menzionata in precedenza. I blocchi vengono aggiunti in sequenza man mano che le operazioni avvengono, rendendo la blockchain un record della storia delle transazioni. Ogni transazione che avviene su una rete blockchain, è visibile a tutte le parti della rete e ciascuna è in grado di verificare la validità della transazione.

La bellezza del blockchain risiede nel fatto che la blockchain non è gestita da un organismo centrale. Ogni punto sulla rete può creare la propria copia della blockchain e aggiungervi nuovi blocchi che vengono poi ritrasmessi. Ma come è possibile sincronizzare le blockchains detenute da ciascun peer? E come è possibile verificare che non siano state manomesse?

Qui entrano in gioco i  miners (minatori). I miners sono entità sulla rete che competono tra di loro (a fronte di un incentivo economico per la blockchain dei bitcoin) per essere i primi a confermare o certificare una serie di transazioni che sono state raccolte in un periodo di tempo definito e trasmesse sulla rete. Lo fanno per risolvere un complesso puzzle chiamato proof of work (dimostrazione di funzionamento). Il miner vincente conferma il blocco imprimendogli una firma crittografica chiamata hash. Questo hash viene creato crittografando non solo il contenuto del blocco corrente, ma anche l’hash del blocco precedente, e aggiungendolo alla catena. Ciò equivale a sigillare il blocco in modo che la minima variazione di quel blocco o di quelli precedenti sia facilmente rilevabile da chiunque sulla rete.

Il blocco trasmesso dal miner vincente è aggiunto da tutti gli utenti della rete per le proprie blockchains, e in questo modo tutte le transazioni sono scritte nella storia, nei record aperti e pubblici. Ogni volta che una parte della rete vuole confrontare o controllare che abbia la giusta versione della blockchain, tutto quello che deve fare è verificare l’hash del blocco più recente con le blockchains dei peer ad essa collegati. Se la maggioranza degli hash sono gli stessi, sa di avere la blockchain corretta.

A questo punto è chiaro come la blockchain riunisca quell’insieme di funzionalità che volevamo – un record pubblico ed immutabile, oltre che aperto, della storia delle transazioni, in cui ogni transazione ha una firma che può essere facilmente verificata – in modo da creare una catena di transazioni estremamente difficile da manipolare.

Allora, come la volete la vostra blockchain? Va bene mauve o preferite un altro colore?