Boston Dynamics: un robot che impara ad aprire una porta

 

E’ comprensibile provare stupore e paura di fronte ad una tecnologia tanto innovativa quanto anticipata in una lunga lista di romanzi di fantascienza come “incontrollabile”.

La speranza è che gli ingegneri di Boston Dynamics abbiano almeno previsto l’interruttore per spegnere i robot intelligenti che stanno creando.

Vi lascio alla visione di questo incredibile video.

 

Amazon presto adotterà Bitcoin come mezzo di pagamento

Dal settimanale tedesco Die Welt arrivano nuove indiscrezioni relative alla possibilità che Amazon adotti presto il Bitcoin come mezzo di pagamento sulla sua piattaforma di e-commerce.

Die Welt riporta fonti vicine alle aziende fintech californiane, in particolare alcune dichiarazioni presenti in un report prodotto da James Altucher, tycoon, manager di hedge funds e fondatore di alcune startup nel settore della finanza online che darebbero per imminente l’annuncio da parte di Amazon.

Se le notizie fossero confermate Amazon si posizionerebbe come leader nell’innovazione e prima global company ad accettare Bitcoin su larga scala. Già oggi è possibile pagare con Bitcoin gli acquisti di Amazon per mezzo di servizi terzi. E’ quindi probabile che Amazon voglia attivare direttamente il servizio.

Intanto, oggi la quotazione del Bitcoin ha raggiunto e superato il supporto dei 7.500 USD e viaggia con velocità impressionante verso il prossimo traguardo dei 10.000 USD. L’adozione da parte di Amazon non potrà che spingere la diffusione della criptomoneta verso nuovi livelli.

Bitcoin: la criptovaluta passa a SegWit

C’è aria di novità nel mondo dei Bitcoin.

In questi giorni è stato avviato un cambio epocale nel modello di gestione delle transazioni che prevede l’adozione del protocollo SegWit (Segregated Witness) con lo scopo di migliorare la qualità e la velocità delle transazioni.

Il nuovo protocollo, già adottato da altre criptomonete come i Litecoin, permette di velocizzare le transazioni sostanzialmente attraverso l’invio separato dei dati che certificano la transazione ed eliminando in particolare i due principali problemi che fino ad oggi hanno ridotto lo sviluppo e la diffusione della criptomoneta.

Il primo problema è la limitata capacità dei Bitcoin; fino ad oggi era possibile produrre un numero limitato di Bitcoin che al massimo potevano occupare fino ad 1MB. Si pensi a quanto questo possa essere limitante mentre sempre più merchant online o fisici accettano Bitcoin e si stanno diffondendo soprattutto negli USA gli apparecchi ATM per lo scambio della cripromoneta.

Il secondo è che la mancanza di spazio non permetteva di creare contratti e scambiarli tramite la blockchain, come previsto per esempio dalla criptomoneta Ethereum, che in un anno, proprio in virtù di questa sua caratteristica è cresciuta di valore per più di 3.800% passando da un controvalore di 9$ (ago-2016) alla quotazione attuale di 355,99$ (oggi). Ad Ethereum, ed alla sua capacità di trasferire la proprietà di bond finanziari e contratti smart si è interessata JPM Chase, la più grande banca americana.

Separare la firma digitale dal Bitcoin e aggiungerla al protocollo SegWit (o BIP91)  nella blockchain dei bitcoin permette di liberare spazio nei blocchi ed ovviare a questi problemi aggiungendo scalabilità alla criptomoneta. Il Bitcoin vero e proprio potrà ora occupare 2MB di spazio invece che 1MB.

Il tutto non senza qualche perplessità espressa dai geek della criptovaluta che paventano una possibile maggiore facilità di contraffazione dei blocchi ora non firmati.

Ad oggi la maggior parte dei miners e dei servizi di exchange (l’85% circa) hanno deciso di adottare il nuovo protocollo. Con il tempo, i nodi che non lo adotteranno saranno via via esclusi dal network Bitcoin.

Sebbene possa sembrare un cambiamento meramente tecnologico, l’adozione del SegWit potrebbe avere un impatto di lunga durata anche sulla quotazione del Bitcoin proprio in virtù della accresciuta facilità di mining e della migliore scalabilità ed usabilità della moneta. D’altro canto, il maggior numero di Bitcoin minabili, potrebbe nel lungo periodo ridurre o per lo meno stabilizzare la quotazione ad oggi in crescita esponenziale (oggi il controvalore di un BTC è pari a 4.374,39$)

Apple Pay: in arrivo nuovi servizi

Novità in arrivo per il servizio Apple Pay inizialmente arrivato in Italia con 3 soli partner Unicredit, Boon e Carrefour Banca.

Apprendiamo direttamente dal sito di Apple che a questi iniziali partner si sono aggiunti CartaBCC, Edenred con le sue carte Expendia Smart, Fineco Bank, Hype, Widiba, N26 e Banca Mediolanum. Quest’ultima ha già attivato il servizio, mentre per le altre novità bisognerà attendere il secondo semestre del 2017.

Inoltre, è recente la notizia che oltre alle carte dei circuiti Visa e Mastercard, è già possibile aggiungere al wallet Apple Pay le carte AMEX. Ricordo che American Express non è un circuito molto diffuso ed accettato in Italia ma inizia a riscuotere un discreto successo tra coloro che hanno bisogno di plafond elevati, soprattutto per carte revolving offerte spesso in maniera gratuita perché associate a programmi di loyalty.

Ufficiale: Apple Pay sbarca in Italia

E’ finalmente ufficiale: Apple Pay arriverà presto in Italia.

Finalmente il gruppo di Cupertino ha deciso di estendere anche in Italia il servizio che permette di effettuare pagamenti contactless con addebito su carta di credito.

Quello che non sapremo mai è se il colosso statunitense abbia rivisto il ruolo del nostro paese considerandolo finalmente un mercato-chiave anche per gli strumenti di pagamento elettronici a dispetto dello scarso uso che ne facciamo (in Europa siamo avanti solo a Romania e Grecia) o  se invece la mossa di Cook e sia stata influenzata dal fatto che il suo CFO è il nostro connazionale Luca Maestri.

In ogni caso il sistema partirà a brevissimo, e sarà attivo su carte di credito Mastercard e Visa, sulle prepagate Flexia emesse da Unicredit, e su quelle di Carrefour Banca e Boon, ma non è difficile ipotizzare che molti altri player seguiranno presto.
In particolare la novità è Boon, un servizio simile a quello offerto dal più conosciuto Paypal che attualmente non è ancora attivo in Italia.

Apple Pay funziona in tutti i luoghi che accettano pagamenti contactless tramite iPhone e Apple Watch ma anche per i pagamenti via web se effettuati con un Mac abilitato. Apple pone l’accento sulla sicurezza delle transazioni e sulla privacy dello strumento. Apple Pay, infatti, usa un numero specifico del dispositivo e un codice di transazione univoco, quindi i dati della carta utilizzata e delle transazioni non vengono mai memorizzati sul dispositivo o sui server Apple, né condivisi con i commercianti durante l’operazione.

Con il debutto del servizio, Apple si propone di fidelizzare i possessori abituali e di spingere altri a passare ai dispositivi della Mela abbandonando le piattaforme mobili concorrenti basate su Android. Inoltre, pone un freno allo sviluppo delle piattaforme di pagamento concorrenti, in particolare quella di Tencent già molto diffusa in Cina tramite la piattaforma Tenpay/WeChat Pay.