Anche BNL ed UBI Banca attivano Apple Pay

Finalmente anche BNL ed UBI Banca stringono un accordo con Apple per l’utilizzo delle carte di debito e credito emesse da questi istituti all’interno della piattaforma Apple Pay.

Attualmente le banche che supportano Apple Pay in Italia sono ben 32 e sicuramente presto altre banche aderiranno al servizio.

Arriva TIPS, il sistema europeo per i pagamenti istantanei sviluppato in Italia

Lo scorso 30 novembre il governatore Visco ha presentato a Roma la piattaforma per il regolamento dei pagamenti istantanei TIPS, sviluppata dalla Banca d’Italia nell’ambito della consolidata collaborazione con Deutsche Bundesbank, Banque de France e Banco de España.

Nel mese di settembre la Banca Centrale Europea aveva costituito il TIPS Contact Group, a cui partecipano rappresentanti delle banche centrali e commerciali, delle Automated Clearing House (ACH) e di altre istituzioni finanziarie che hanno manifestato interesse per il progetto, oltre a rappresentanti della Banca Centrale Europea e della Banca d’Italia, quest’ultima in qualità di service provider.

Banca d’Italia è dunque in prima linea nella realizzazione di TIPS svolgendo il ruolo di service provider unico per lo sviluppo e l’offerta del servizio e di service operator per la gestione della piattaforma. 

TIPS, per esteso Target Instant Payment Settlement, sarà una vera rivoluzione: una piattaforma in grado di regolare gli instant payment, cioè i pagamenti elettronici al dettaglio con accredito dei fondi sul conto del beneficiario in pochi secondi anziché in uno o più giorni lavorativi come avviene oggi anche con sistemi di pagamento online o elettronici.

TIPS utilizzerà per la prima volta moneta di banca centrale e rispetta lo schema di messaggistica previsto dallo European Payments Council (EPC), definito nel SEPA Instant Credit Transfer (SCT Inst) Rulebook, e offre un servizio la cui adesione per le banche partecipanti è su base volontaria, seguendo gli stessi criteri stabiliti in TARGET2, in particolare per quanto riguarda il tema dei costi.

Tutti gli istituti potranno scegliere di offrire TIPS alla loro clientela, non appena lo riterranno opportuno: i costi sono stabiliti dalla Banca d’Italia e definiti in modo da mantenere contenute sia le spese di sviluppo sia quelle operative, come previsto e richiesto dall’Eurosistema. La commissione interbancaria per ogni transazione eseguita è pari a soli 2 centesimi, a testimonianza della volontà di offrire l’istantaneità dell’operazione (servono circa 10 secondi) senza rinunciare alla convenienza. I costi addebitati ai clienti finali, famiglie o business, saranno però decisi dalle singole banche.

Amazon presto adotterà Bitcoin come mezzo di pagamento

Dal settimanale tedesco Die Welt arrivano nuove indiscrezioni relative alla possibilità che Amazon adotti presto il Bitcoin come mezzo di pagamento sulla sua piattaforma di e-commerce.

Die Welt riporta fonti vicine alle aziende fintech californiane, in particolare alcune dichiarazioni presenti in un report prodotto da James Altucher, tycoon, manager di hedge funds e fondatore di alcune startup nel settore della finanza online che darebbero per imminente l’annuncio da parte di Amazon.

Se le notizie fossero confermate Amazon si posizionerebbe come leader nell’innovazione e prima global company ad accettare Bitcoin su larga scala. Già oggi è possibile pagare con Bitcoin gli acquisti di Amazon per mezzo di servizi terzi. E’ quindi probabile che Amazon voglia attivare direttamente il servizio.

Intanto, oggi la quotazione del Bitcoin ha raggiunto e superato il supporto dei 7.500 USD e viaggia con velocità impressionante verso il prossimo traguardo dei 10.000 USD. L’adozione da parte di Amazon non potrà che spingere la diffusione della criptomoneta verso nuovi livelli.

Bitcoin: la criptovaluta passa a SegWit

C’è aria di novità nel mondo dei Bitcoin.

In questi giorni è stato avviato un cambio epocale nel modello di gestione delle transazioni che prevede l’adozione del protocollo SegWit (Segregated Witness) con lo scopo di migliorare la qualità e la velocità delle transazioni.

Il nuovo protocollo, già adottato da altre criptomonete come i Litecoin, permette di velocizzare le transazioni sostanzialmente attraverso l’invio separato dei dati che certificano la transazione ed eliminando in particolare i due principali problemi che fino ad oggi hanno ridotto lo sviluppo e la diffusione della criptomoneta.

Il primo problema è la limitata capacità dei Bitcoin; fino ad oggi era possibile produrre un numero limitato di Bitcoin che al massimo potevano occupare fino ad 1MB. Si pensi a quanto questo possa essere limitante mentre sempre più merchant online o fisici accettano Bitcoin e si stanno diffondendo soprattutto negli USA gli apparecchi ATM per lo scambio della cripromoneta.

Il secondo è che la mancanza di spazio non permetteva di creare contratti e scambiarli tramite la blockchain, come previsto per esempio dalla criptomoneta Ethereum, che in un anno, proprio in virtù di questa sua caratteristica è cresciuta di valore per più di 3.800% passando da un controvalore di 9$ (ago-2016) alla quotazione attuale di 355,99$ (oggi). Ad Ethereum, ed alla sua capacità di trasferire la proprietà di bond finanziari e contratti smart si è interessata JPM Chase, la più grande banca americana.

Separare la firma digitale dal Bitcoin e aggiungerla al protocollo SegWit (o BIP91)  nella blockchain dei bitcoin permette di liberare spazio nei blocchi ed ovviare a questi problemi aggiungendo scalabilità alla criptomoneta. Il Bitcoin vero e proprio potrà ora occupare 2MB di spazio invece che 1MB.

Il tutto non senza qualche perplessità espressa dai geek della criptovaluta che paventano una possibile maggiore facilità di contraffazione dei blocchi ora non firmati.

Ad oggi la maggior parte dei miners e dei servizi di exchange (l’85% circa) hanno deciso di adottare il nuovo protocollo. Con il tempo, i nodi che non lo adotteranno saranno via via esclusi dal network Bitcoin.

Sebbene possa sembrare un cambiamento meramente tecnologico, l’adozione del SegWit potrebbe avere un impatto di lunga durata anche sulla quotazione del Bitcoin proprio in virtù della accresciuta facilità di mining e della migliore scalabilità ed usabilità della moneta. D’altro canto, il maggior numero di Bitcoin minabili, potrebbe nel lungo periodo ridurre o per lo meno stabilizzare la quotazione ad oggi in crescita esponenziale (oggi il controvalore di un BTC è pari a 4.374,39$)

Apple Pay: in arrivo nuovi servizi

Novità in arrivo per il servizio Apple Pay inizialmente arrivato in Italia con 3 soli partner Unicredit, Boon e Carrefour Banca.

Apprendiamo direttamente dal sito di Apple che a questi iniziali partner si sono aggiunti CartaBCC, Edenred con le sue carte Expendia Smart, Fineco Bank, Hype, Widiba, N26 e Banca Mediolanum. Quest’ultima ha già attivato il servizio, mentre per le altre novità bisognerà attendere il secondo semestre del 2017.

Inoltre, è recente la notizia che oltre alle carte dei circuiti Visa e Mastercard, è già possibile aggiungere al wallet Apple Pay le carte AMEX. Ricordo che American Express non è un circuito molto diffuso ed accettato in Italia ma inizia a riscuotere un discreto successo tra coloro che hanno bisogno di plafond elevati, soprattutto per carte revolving offerte spesso in maniera gratuita perché associate a programmi di loyalty.